Trattamento acustico – Come “suona” la mia stanza?

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di: Andrea Marchetti

Hai acquistato la giusta attrezzatura, disposto il tuo ambiente di lavoro in maniera ordinata e proprio come piace a te, collegato tutto e installato tutti gli ultimi software necessari per fare musica…sei pronto…tranne che per una cosa…come suona la stanza??

L’acustica della stanza influenza notevolmente il modo con cui le orecchie percepiscono i suoni provenienti dai monitor, e, a sua volta come un mix sarà realizzato per essere riprodotto nel mondo reale: vediamo quindi qualche consiglio per migliorare acusticamente la risposta del nostro ambiente di lavoro o quantomeno evitare che questo ci influenzi in maniera sbagliata.

Parliamo di Studio Monitor:

Innanzitutto diciamo che il suono che esce da una qualsiasi sorgente sonora (che siano i nostri monitor, l’Hi-fi di casa, gli speaker della TV ecc…) viene riflesso o assorbito in maniera diversa dalle superfici e dai materiali presenti nella nostra stanza, il primo passo fondamentale per creare un ambiente d’ascolto degno di questo nome è quindi quello di posizionare in maniera accorta i nostri monitor e di conseguenza il punto d’ascolto (cioè la sedia, poltrona, sgabello o quant’altro su cui volete sedervi 😀 ). Il suono riprodotto dagli altoparlanti ha infatti bisogno di spazio per lo svilupparsi, in particolar modo se parliamo di basse frequenze,  infatti proprio per questo motivo la distanza tra gli studio monitor e il punto d’ascolto dipende in buona parte dalla dimensione del woofer che equipaggia i diffusori, al quale è affidato il compito di riprodurre la gamma bassa del panorama audio, infatti, proprio per questo motivo, per poter rappresentare correttamente tutto lo spettro sonoro, speaker con coni tra i 4-5 pollici  dovranno essere posizionati molto più vicino rispetto ad altri modelli con ad esempio coni da 8 o 10 pollici.

Qualche consiglio per il posizionamento dei monitor:

Monitor Position

  • posizionare possibilmente i diffusori in maniera speculare alla stanza, cioè mantenere la stessa distanza tra diffusore sinistro e muro sinistro, e la stessa cosa per il lato destro
  • evitare di posizionare i diffusori negli angoli della stanza in modo da evitare incrementi in bassa frequenza dovuti alle riflessioni sulle pareti posteriori troppo vicine (lo stesso vale per il punto d’ascolto, non mettiamoci a sedere in un angolo perchè avremo una percezione totalmente sbagliata)
  • posizionare i monitor con i tweeter ad altezza orecchio, oppure leggermente sopra (qualche cm non di più); a questo scopo tornano molto utili eventuali stand regolabili in altezza
  • mantenere sempre la famosa configurazione stereo a triangolo equilatero, i 2 monitor e il punto d’ascolto devono rappresentare i vertici di un ipotetico triangolo equilatero (per i meno “ferrati in geometria” un triangolo con tutti i lati uguali 😀 )

Passiamo ora alla stanza:

Ci sono molti materiali e metodi che si possono utilizzare per ottenere una risposta acustica più accurata, e un sacco di questi è probabilmente già presente da qualche parte nella vostra stanza! Facciamo innanzitutto una distinzione di materiali:

  • materiali riflettenti – muri intonacati, pavimenti in ceramica, finestre in vetro e in generale tutte quelle superfici lisce che consentono all’onda sonora incidente di venire riflessa
  • materiali assorbenti – poltrone, divani, tappeti, sedie imbottite, controsoffitti in materiale assorbente, e in generale tutti quei materiali che quando vengono attraversati dalle onde sonore consentono di smorzarne l’energia

Generalmente è preferibile utilizzare stanze a pianta rettangolare e disporre il piano di lavoro di fronte al lato corto, in modo da obbligare le onde sonore a percorrere una distanza più lunga prima di essere riflessa e tornare sulle nostre orecchie. Per quello che riguarda eventuali materiali fonoassorbenti da disporre sulle pareti, è bene ottimizzarne l’uso posizionandoli ad altezza orecchio e nelle zone in cui probabilmente le onde sonore andranno ad impattare, quindi sicuramente sulla parete che si trova alle nostre spalle ma anche in quella di fronte (ricordiamo che le basse frequenze sono omnidirezionali), sulle pareti laterali (almeno in posizioni vicine a dove siamo seduti) e possibilmente anche sopra la nostra testa (sempre in corrispondenza del punto di ascolto), in modo da “quasi eliminare” le riflessioni provenienti dal soffitto. Per la scelta dei materiali da utilizzare è bene ricordare che più è alta la densità del materiale e il suo spessore e maggiore sarà l’assorbimento acustico che si potrà ottenere, alcuni esempi di materiali fonoassorbenti che si possono utilizzare sono:

  • Poliuretano espanso (la classica gommapiuma per intenderci) nelle forme più disparate: piramidale, bugnato, monopiramidale, ecc…
  • Polistirolo e Polisrirene
  • Lana di roccia
  • Pannelli in fibre sintetiche

* Vi invitiamo a ricercare su internet o a chiedere al vostro fornitore i coefficienti di assorbimento alle varie frequenze di questi materiali, in modo da conoscere come impiegarli al meglio – N.D.R.

Ovviamente anche il mobilio che generalmente si trova in una stanza “di casa” contribuisce allo smorzamento dell onde sonore, i tendaggi sulle finestre infatti contribuiscono a ridurre la riflessione sui vetri (in maniera maggiore tanto più il tessuto è pesante), oppure le librerie con libri all’interno poste alle spalle del piano di lavoro possono diventare dei grandi pannelli vibranti, poltrone e divani contribuiscono a smorzare le onde in bassa frequenza, i tappeti riducono le riflessioni sul pavimento ecc..

Bisogna comunque tenere ben presente che esagerare con il trattamento acustico può diventare controproducente, creando così un ambiente troppo “sordo” che non sarà piacevole all’ascolto. Il trattamento dovrebbe essere ottimizzato in modo da ridurre le prime riflessioni o “eco dei suoni”. Un modo molto semplice per individuare i punti in cui si verificano le ‘prime riflessioni’ è quello di tenere uno specchio appoggiato sulle pareti accanto a voi e cercare di “inquadrare” il tweeter dalla posizione di ascolto spostando lo specchio lungo il muro.

Dopo aver trattato in modo appropriato la stanza e aver risolto i problemi di riflessione, potreste rimanere sorpresi della differenza che noterete aprendo alcuni dei mix effettuati senza trattamento.

Soundtech_Logo

A fine articolo vi segnaliamo Soundtech, un’azienda ITALIANA che realizza prodotti specifici per il trattamento acustico degli ambienti dall’ottimo rapporto qualità/prezzo, anche noi abbiamo avuto modo di testare la validità dei loro prodotti e la serietà dell’azienda, e ne siamo rimasti molto soddisfatti, fate un giro sul loro sito web per saperne di più, potrete inoltre contattarli per ricevere un parere esperto sulle vostre esigenze specifiche di trattamento acustico: http://www.soundtech.it/

Ciao da Ableton Universe

2 Replies to “Trattamento acustico – Come “suona” la mia stanza?”

  1. ciao, credo di avere esagerato col trattamento acustico e adesso la stanza risulta sorda, come hai detto tu! ho usato sia bugnato dell’obi (molto economico) che pannelli a forma piramidale comprati su internet. Ora la stanza rimbomba meno di prima, ma la sensazione è che sia ancora troppo cupa. Da dove posso partire per rimuovere i pannelli in eccesso? grazie!

    1. Ciao simone, innanzitutto se hai trattato completamente il soffitto potresti pensare ad un trattamento parziale, potresti formare una scacchiera rimuovendo zone di 50×50 cm di materiale (magari evitando di rimuovere i pannelli immediatamente sopra la tua testa). Per quello che riguarda le pareti, se anche qui hai trattato completamente la superficie potresti rimuovere lo strato più basso e quello più alto (diciamo anche qui due fasce di 50 cm) mantenendo quello intermedio che lavora all’altezza delle tue orecchie.

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